Le “interferenze” ci sono storicamente state. Ma non c’era un “sistema”. E quindi nessun reato. Risultato: richiesta di archiviazione per le presunte assegnazioni arbitrali pilotate, accusa che ha travolto l’ex designatore Gianluca Rocchi. Archiviazione per la società Inter, per la responsabilità amministrativa degli enti, venendo meno i reati contestati sulle interferenze. Trasmissione delle carte alla procura di Monza per il filone sulle cosiddette “bussate” e interferenze nella sala Var di Lissone (per competenza territoriale). Infine, invio degli atti alla giustizia sportiva – Coni e Figc – per la valutazione di eventuali illeciti. Così ha deciso la procura di Milano guidata da Marcello Viola, con il pm Maurizio Ascione e il procuratore aggiunto Paolo Ielo, nell’inchiesta che vede coinvolti cinque indagati e che ha scosso il mondo del calcio. L’indagine è partita nell’ottobre 2024 e dopo quasi due anni di accertamenti si tirano le somme.
I pm: “Sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ma non c’era un sistema”
Al gip, dunque, i pm chiedono di archiviare il filone relativo agli episodi “volti alla individuazione o esclusione di direttori di gara”. La parte centrale dell’inchiesta. Che “ricostruisce, nei limiti del materiale probatorio acquisito, la sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati, attraverso l’esame analitico dei risultati delle intercettazioni telefoniche e della loro tempistica, in taluni casi comparato con gli esiti dei servizi di pedinamento”. Però, “non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine. Distingue tra la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche”.
Scagionata l’Inter: club indagato e archiviato
Il decreto di archiviazione, disposto direttamente dalla procura e che riguarda l’Inter, “ è diretta conseguenza dell’esclusione del reato presupposto”, cioè quello di frode sportiva. In altre parole: se non ci sono accuse penalmente rilevanti sulla scelta degli arbitri, cadono anche le accuse verso il club, che era stato tirato dentro soltanto nelle ultime ore per via della legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.
Le accuse sulle designazioni pilotate: 4 partite nel mirino
L’accusa principale era questa: l’ex designatore Rocchi, in “concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto”, questi ultimi “agendo per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina”, all’epoca dei fatti presidente della Figc, sarebbe giunto a nominare arbitri in seguito a presunte “interferenze”. Quattro le partite contestate: Bologna-Inter del 20 aprile 2025, Inter-Milan semifinale di Coppa Italia di tre giorni dopo, Inter-Verona del 3 maggio successivo e l’ultima in ordine di tempo del 26 aprile scorso, ossia Torino-Inter.
Perché si chiede di archiviare
Dalle intercettazioni, risulterebbe che Rocchi avrebbe fatto spesso “verifiche preventive” sul gradimento o meno da parte dell’Inter di determinati arbitri, parlando con più interlocutori. Ipotesi però che per i pm non sarebbe confortata da elementi sufficienti e solidi al punto da reggere in un eventuale processo per frode sportiva generica. Da qui la scelta di archiviare.
Ma restano le “bussate”
Saranno invece inviati alla procura di Monza, per competenza territoriale, gli atti sulle cosiddette “bussate” alla sala Var di Lissone (che ha sede in Brianza) su Udinese-Parma e Salernitana-Modena del 2025 , con le posizioni di Rocchi, dell’ex supervisore Andrea Gervasoni e dei varisti Luigi Nasca e Oreste Di Vuolo. Il filone sul terzo varista, Daniele Paterna, che risponde di false informazioni al pm, resta invece a Milano: in un video ormai noto, l’assistente si vede girarsi e chiedere a chi bussava “E’ rigore?”, durante il match Udinese-Parma.
Le carte alla giustizia sportiva
Le carte derivanti dal lungo approfondimento sul mondo del calcio saranno spedite alla Procura Federale perché valuti se ci sono illeciti sportivi. Nello specifico, le partite sospette sono Inter-Milan semifinale di Coppa Italia del 23 aprile 2025, assegnata al “poco gradito” all’Inter Daniele Doveri per evitare, per l’accusa, che poi arbitrasse altri match per i nerazzurri più importanti e Bologna-Inter del 20 aprile 2025 al “gradito” Andrea Colombo. E altri due casi: Inter-Verona del 3 maggio dello scorso anno a Gianluca Manganiello per evitare lo “sgradito” Simone Sozza e l’ultima del 26 aprile scorso, ossia Torino-Inter, affidata a Maurizio Mariani, solo dopo “l’assenso dell’Inter perché da questa non gradito” e che sarebbe arrivato il 21 aprile. Mariani, unico fischietto italiano selezionato per i Mondiali, tra l’altro, era stato l’arbitro di Napoli-Inter 3-1 del 25 ottobre 2025, finita con polemiche arbitrali.





