
di Mario De Michele
A chiacchiere si usa la formula di rito “le elezioni provinciali non avranno ripercussioni sull’amministrazione comunale”. Nella sostanza le cose stanno molto diversamente, come sanno tutti, inclusi quelli che sperano di fermare con le mani il potenziale arrivo di un imminente tsunami. La possibile inondazione politica, che lascerebbe sul terreno morti e feriti, è legata alla candidatura di Giovanni Innocenti. Il presidente dell’assise è in corsa per uno scranno nel consiglio provinciale nella lista del centrodestra. Si tratta di una discesa in campo roboante. Oltre a tenere il timone del civico consesso, già questo basterebbe e avanzerebbe, Innocenti è anche il leader di Aversa Moderata, che con ben 6 consiglieri all’attivo è il gruppo più corposo dell’amministrazione griffata Franco Matacena. C’è poi la ferrea unità di intenti con un settimo membro dell’assise, ovvero Raffaele De Gaetano, promotore della lista Il Centro per Aversa.

Ben 7 consiglieri su un totale di 24, la metà dei componenti della maggioranza. Numeri alla mano senza Innocenti e company non si va da nessuna parte. Anzi, per essere tranchant, si va avanti oppure si torna a casa. Ergo, volente o nolente, il risultato elettorale del numero uno del civico consesso avrà inevitabili ricadute sul futuro della squadra di governo. Da persona di buonsenso e da Moderato doc, Innocenti non è andato a caccia di voti (quelli di Aversa pesano tantissimo) con in mano la spada di Damocle dei contraccolpi amministrativi in caso di brutte sorprese da parte degli alleati. Ma per chi mastica anche soltanto un pezzettino di politica spesso il “non detto” sottende più di tante parole. E mai come in questo caso non c’è alcun bisogno di dire che qualora Innocenti fosse lasciato in balia delle onde si romperebbe l’argine della maggioranza, già da un bel po’ alle prese con le turbolenze provocate da Forza Azzurra.

L’elezione del presidente dell’assise è molto probabile anche senza il pieno di preferenze ad Aversa. Ma se il leader dei Moderati fosse tradito proprio dagli alleati difficilmente ingoierebbe il rospo come se nulla fosse. “Quoque tu…”. Del resto il boicottaggio di chi condivide il suo stesso percorso amministrativo avrebbe ineluttabilmente il sapore acre di una bocciatura politica. E in politica, si sa, ogni azione innesca una reazione uguale e contraria. In termini numerici la fortuna di Innocenti e l’eventuale sfortuna dei suoi amici di ventura è che sarà un gioco da ragazzi fare il calcolo dei voti normanni. Di fatto avrà la possibilità di aggiungere nome e cognome accanto ad ogni preferenza. I “non votanti” avranno zero chance di “mescolarsi” con i “votanti”. E quindi già nella serata di domenica primo marzo, quando ci sarà lo spoglio, Innocenti potrà fare la cernita tra amici e nemici.

Non avendo avversari in casa, cioè nella maggioranza, il presidente del consiglio si auspica un sostegno pieno, ovviamente a partire dal sindaco Matacena e dai suoi fedelissimi. È anche interesse della fascia tricolore non stuzzicare il can che dorme. Significherebbe andarsela a cercare, svegliando il principale esponente della maggioranza che è meglio tenersi buono. Ma in politica spesso le cose facili diventano complicate. E gli errori, anche quelli banali, sono sempre dietro l’angolo. Tu chiamale, se vuoi, elezioni.












