Cesa, lavori sospesi in piazza De Michele. Ennesimo scaricabile di Guida che attacca la Soprintendenza: “Comportamento anormale”

È sempre colpa di qualcun altro. Una volta è colpa degli avversari politici, “nemici di Cesa”, un’altra ancora dei giornalisti liberi che non sono in società con lui, in altre occasioni è colpa degli Ufo o dei Marziani, in questo caso la responsabilità del disastro amministrativo in piazza De Michele è della Soprintendenza. Smentendosi nuovamente, Enzo Guida non si smentisce. Le giravolte verbali del sindaco sono ormai note anche ai più rinomati acrobati del mondo esperti in tripli salti carpiati con altissimo coefficiente di difficoltà. Il primo cittadino si appresta a vincere con merito il Premio Internazionale “Ieri ho detto una cosa, oggi ne dico un’altra opposta, domani cambio versione”. Le fantasiose ricostruzioni di Guida sulla sospensione dei lavori di rifacimento del centro storico del paese sono ormai oggetto di studio di prestigiose equipe di esperti. Tutti si chiedono come faccia il sindaco a dire tutto e il contrario di tutto come se nulla fosse, come se gli uditori fossero dei cretini, come se le bugie ripetute in continuazione dovessero diventare verità.

Enzo Guida durante un comizio elettorale

LE BALLE ELETTORALI E IL POST VERITÀ
Dopo le ridicole accuse alla lista Cesa in Comune lanciate in campagna elettorale e dopo una nota stampa in cui elogiava la Soprintendenza per la proficua collaborazione, oggi il sindaco rivolta la frittata accusando frontalmente l’organo territoriale del Ministero della Cultura. L’ennesimo scaricabarile in salsa Solo Cose Belle. “Molti – scrive Guida in un post pubblicato sul suo profilo Fb – chiedono, giustamente, notizie sulla questione dei lavori di Piazza De Michele. Dopo aver trasmesso il progetto alla Soprintendenza, l’altro giorno è arrivata la nota che pubblico. Una richiesta ulteriore di chiarimenti che, in modo inspiegabile, attiene una vicenda che nulla riguarda la piazza. Si chiede una “dettagliata relazione istruttoria” in merito all’abbattimento dell’edificio. Abbiamo già spiegato che si tratta di un intervento privato. Ma a quanto pare vi è la necessità di spiegarlo di nuovo e lo abbiamo già fatto. Poi – aggiunge la fascia tricolore – c’è la richiesta di documentazione fotografica dello stato dei luoghi, “con evidenziazioni dei particolari costruttivi e/o decorativi preesistenti”. È logico pensare che è stata raccontata della esistenza di un’altra piazza. Vi pare normale che i lavori devono essere fermi perché si chiede di un palazzo che era privato e si chiedono i dettagli decorativi, mai esistenti? Spiegheremo tutto, ancora una volta. Poi se continuerà questo modo di fare, – annuncia il sindaco – andrò personalmente dal Soprintendente e, se necessario, dal Ministro competente, per spiegare che questa piazza non aveva nulla di storico, era fatta con i sampietrini e che l’ultimo intervento risale al 1995. Ci vuole pazienza, tanta pazienza, per continuare a coltivare #solocosebelle”.

Piazza Alfonso De Michele

IL NODO DEL PALAZZO D’ETTORE
In realtà ci vuole tanta pazienza per continuare ad ascoltare la quantità industriale di balle spaziali prodotte da Guida sui grossolani errori commessi dalla sua amministrazione fin dalla redazione del progetto di restyling della piazza e della villa Aldo Moro. Pur di non ammettere che lui e la sua squadra di governo hanno combinato un disastro, il sindaco si arrampica sul K2 senza protezione. E inevitabilmente scivola nel burrone delle menzogne. Nella nota inviata lo scorso 16 giugno dalla Soprintendenza al comune di Cesa (foto in basso) si chiede una dettagliata relazione istruttoria in merito alla demolizione del Palazzo D’Ettore. A parte che non c’è nulla di strano, anzi si tratta di un atto dovuto, in quanto l’immobile insisteva in piazza, ma dal post di Guida abbiamo scoperto che i solenni proclami diffusi “urbi et orbi” dal palco durante la recente campagna elettorale erano vere e proprie panzane. Il sindaco ha sempre avocato a sé e alla sua amministrazione il merito di aver abbattuto l’edificio. Nel post di oggi invece scrive che “si tratta di un intervento privato”. O è un progetto pubblico, quindi è merito di Guida e company, oppure è un progetto privato, ergo è merito dei privati. “Tertium non datur”, nonostante le acrobazie del sindaco. Peccato che tra un volo verbale e l’altro la fascia tricolore dimentichi che la demolizione del palazzo è avvenuto tramite una convenzione con gli imprenditori. I quali, a loro volta, si sono accollati i costi dell’acquisto e dell’abbattimento dello stabile in cambio della cessione dei crediti edilizi da parte del comune da utilizzare su terreni di loro proprietà in altre zone di Cesa. Dunque si tratta di un intervento di edilizia convenzionata. Ergo affermare, come fa Guida nel post, che è un “intervento privato” è un quadruplo salto carpiato nella rete delle bugie.

Il municipio di Cesa

TANTO RUMORE PER UNA RICHIESTA DOVEROSA
Facendo finta di cadere dalle nuvole, il primo cittadino si chiede inoltre se è “normale che i lavori devono essere fermi perché si chiede di un palazzo che era privato e si chiedono i dettagli decorativi, mai esistenti?”. Non spetta né a noi né a Guida né ai cittadini stabilire cosa sia normale e cosa no. Per legge, un laureato in Giurisprudenza seppur proveniente dalla Ragioneria dovrebbe saperlo, spetta alla Soprintendenza chiedere la documentazione necessaria per dare il consenso al proseguimento dei lavori. “Dura lex, sed lex”, tradotto la “legge è dura, ma è legge”, è un famosissimo brocardo noto anche agli “umili ragionieri”, visto che alle superiori hanno studiato sommariamente anche Diritto. Salvo che il sindaco non pensi di senta “legibus soluti” come il “princeps”, cioè “sciolto dalle legge”, o meglio al di sopra delle leggi. Peraltro, andando nel merito della richiesta dei funzionari della Soprintendenza, viene chiesto giustamente di evidenziare i “particolari costruttivi e/o decorativi preesistenti”. Se, come sostiene Guida non ci sono “particolari decorativi”, quelli “costruttivi” ci devono essere per forza, essendo la piazza esistente.

Mariano Nuzzo

MA LE CARTE CI SONO? E SONO IN REGOLA?
Nella parte finale del suo improvvido post Guida, come sempre, si veste di autorità e avverte: “Se continuerà questo modo di fare, andrò personalmente dal Soprintendente e, se necessario, dal Ministro competente, per spiegare che questa piazza non aveva nulla di storico, era fatta con i sampietrini e che l’ultimo intervento risale al 1995”. Siamo certi che il soprintendente Mariano Nuzzo e il ministro Alessandro Giuli staranno già tremando dalla paura al solo annuncio di Guida. E probabilmente si metteranno sull’attenti al cospetto del sindaco di Cesa ubbidendo alle sue richieste: “Altrimenti vi faccio vedere io!”. Ma anche in questo caso il tema vero è un altro. Non è che il sindaco deve spiegare a parole sue e di persona che la “piazza non aveva nulla di storico”. Molto più semplicemente il comune deve fornire la documentazione richiesta dalla Soprintendenza. Mica è tanto complicato. Se le carte sono in regola non c’è alcun motivo per il quale i funzionari del ministero dovrebbero opporsi al progetto. Ma per dire “sì” devono essere messi nella condizione di vagliare la documentazione. Facile, no? A meno che le carte non stiano a posto. Se fosse così la colpa, peraltro gravissima e imperdonabile, sarebbe solo e soltanto di Guida e del suo team di governo. In tal caso il sindaco scaricherà le responsabilità su Holly e Benji o sull’Uomo Tigre. Una bugia in più che sarà mai.

Mario De Michele

IL POST DI ENZO GUIDA

LA NOTA DELLA SOPRINTENDENZA

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