Arrestato a Roma Mario Adinolfi, truffa milionaria con il sistema della “scommessa collettiva”

All’alba il campanello ha dato il via a una delle mattine più difficili della sua vita. Quando la Guardia di Finanza ha lasciato l’abitazione di Mario Adinolfi, il giornalista e leader del Popolo della Famiglia era già ai domiciliari. L’arresto, eseguito questa mattina, come apprende Repubblica, si fonda su due reati: truffa ed evasione fiscale. Per la procura di Roma il presunto sistema avrebbe prodotto un danno vicino ai cinque milioni di euro; altri 400 mila euro sarebbero invece il frutto dell’evasione fiscale contestata dagli investigatori.

L’inchiesta affonda le radici in una vicenda che da anni divide sostenitori e accusatori di Adinolfi. Al centro c’è la cosiddetta “scommessa collettiva”, il meccanismo finito sotto i riflettori della trasmissione Le Iene. Secondo l’aggiunto Maurizio Arcuri, attraverso quel circuito sarebbero stati raccolti milioni di euro da privati ai quali venivano prospettati rendimenti legati alle scommesse sportive. Promesse che, per diversi partecipanti, non si sarebbero tradotte nella restituzione delle somme investite.

Le prime denunce sono arrivate proprio da alcuni di loro. Chi racconta di aver perso i risparmi, chi di aver recuperato soltanto una parte del denaro. Esposti, acquisizioni documentali, verifiche bancarie e fiscali hanno progressivamente allargato il perimetro dell’indagine fino al provvedimento eseguito oggi dai militari del comando provinciale della Finanza.

Per Adinolfi la vicenda giudiziaria si intreccia con un percorso pubblico che negli ultimi trent’anni lo ha visto attraversare mondi molto diversi. Giornalista, scrittore e giocatore professionista di poker, dopo gli esordi nel giornalismo cattolico era approdato al Tg1 della Rai, quindi alla politica con l’elezione alla Camera nelle file del Partito democratico. Nel 2016 aveva fondato il Popolo della Famiglia, movimento di cui è presidente, trasformando le battaglie sui temi etici e della famiglia nel tratto distintivo della sua attività politica.

Proprio mentre costruiva quel profilo pubblico, però, cresceva anche il fronte delle contestazioni legate alla “scommessa collettiva”. L’inchiesta della procura di Roma ha raccolto le testimonianze di una decina di persone che hanno denunciato di non aver recuperato integralmente il denaro investito, facendo emergere un caso destinato ad approdare adesso nelle aule giudiziarie. Adinolfi – rispetto alle inchieste giornalistiche delle Iene – ha sempre respinto ogni accusa. Dopo la messa in onda dei servizi televisivi aveva parlato di ricostruzioni false e diffamatorie, annunciando azioni legali contro Mediaset. L’arresto di questa mattina segna ora il passaggio dalla lunga stagione delle polemiche a quella delle indagini e del processo.

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