Spettacolo in città per il centenario del Napoli: in piazza 60mila persone. E c’è il piano per il nuovo stadio

Il palco del Centenario al Plebiscito come il sagrato di San Pietro, utilizzato con maestria da Aurelio De Laurentiis per una comunicazione solenne, anche se laica, sotto agli occhi euforici di 60 mila persone. «Diventeremo sempre più forti e strutturati». Messaggio in codice, in attesa di una comunicazione anche ufficiale. Il Napoli ha appena presentato all’Uefa il progetto per il suo nuovo stadio di proprietà a San Giovanni a Teduccio (nella zona della ex raffineria Q8), candidandolo ufficialmente per ospitare gli Europei di calcio del 2032.

Era la notte giusta per infiammare l’estate azzurra col classico colpo di teatro e il presidente ne ha abilmente approfittato per cavalcare l’entusiasmo della piazza gremita, che un po’ alla volta è stata presa d’assalto dall’enorme folla in festa per il primo secolo di vita della squadra. C’è stata inevitabile ressa ai quattro varchi d’ingresso da piazza Trieste e Trento. In tanti hanno così approfittato dei maxi schermi nella vicina piazza Municipio e dell’ospitalità del Pizza Village: margherita e bibite gratis per ravvivare sempre di più l’happening.

L’azzurro, il colore del Napoli e per una notte di tutti i luoghi simbolo della città, che si è vestita a festa (in strada anche tanti turisti) per celebrare in un happening monocromatico il Centenario della sua amata squadra di calcio. “Napul è milleculure”, cantava Pino Daniele. Ma stavolta ce n’è stato solo uno a regnare tra le strade, sui monumenti, nelle piazze e sulle 100 chiese che alle 19.26 in punto di ieri hanno fatto suonare insieme le loro campane, dando il via a uno show che è andato avanti sino a notte fonda. Il momento clou è stata la parata degli idoli del passato e del presente, da Careca ad Hamsik, da Bruscolotti a De Bruyne, da Krol a McTominay.

Molto ben riuscito il pendant con cielo e mare, a cui hanno lavorato in sinergia De Laurentiis, i dirigenti del club e le istituzioni locali, costrette last minute a esorcizzare le paure per il terremoto. Show must go one. Così è stato deciso, passata la paura. Il presidente della Regione Roberto Fico, il sindaco Gaetano Manfredi, il prefetto Michele Di Bari e il questore Maurizio Agricola hanno però disertato il palco per motivi di opportunità: al di là dei loro impegni legati al momento di emergenza.

La lunga notte del Centenario è iniziata alle 19.26 in punto a piazza Carità, con il taglio del nastro alla presenza di De Laurentiis, della moglie Jaqueline e di due dei figli di Maradona: Diego Armando jr e Jana. Poi è partita la festosa processione tra due ali di folla (e fumogeni azzurri), che in un’ora e dopo un percorso di un chilometro e mezzo è arrivata a piazza Plebiscito. A presentare lo spettacolo Serena Autieri e Alessandro Siani, che hanno però subito ceduto il microfono al padrone di casa De Laurentiis, le cui prime parole sono state per i cittadini dell’area flegrea colpiti dal terremoto.

Sullo schermo di piazza Plebiscito sono andati in onda gli auguri di Carlo Ancelotti e Antonio Conte (applauditi) e del nuovo numero della Figc, Giovanni Malagò: invece fischiato. Ma De Laurentiis lo ha difeso davanti alla folla: «Vedrete di cosa sarà capace per il bene del calcio italiano: è un uomo che non si piega davanti a nessuno…». Un attimo di imbarazzo, poi la festa è ripresa: musica, cori, bandiere, una marea azzurra ai piedi del palco e anche nel resto della città.

La scaletta della serata – organizzata dal direttore generale Tommaso Bianchini – è scivolata via con allegria e piacevole leggerezza, nonostante la morsa di calore che non ha concesso tregua alla piazza. Colonna sonora “La Mano dei Dios”, perché il simbolo del primo secolo di vita azzurra resterà per sempre Maradona.

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