Rapporto Svimez, il Sud in crescita: Campania la locomotiva. Ma è allarme post fondi Pnrr, rischio frenata nel 2027

Il Sud cammina più velocemente del Nord e la Campania è il motore della locomotiva economica del Mezzogiorno grazie alla stagione dei fondi del Pnrr. Opere pubbliche, dagli asili agli interventi su monumenti e infrastrutture, hanno fatto la differenza. E la previsione di Svimez per la chiusura del 2026 conferma quanto avvenuto negli ultimi cinque anni. Con un “ma” già messo in conto, che fa mobilitare i sindacati e impone alla giunta Fico di trovare fondi e alternative. Nel 2027 questo effetto degli aiuti arrivati dalla Unione europea per il post Covid comincerà a perdere appeal e addirittura crollerà del 50 per cento. Avverte Svimez: “Nel 2027, esaurito il Pnrr, nel Sud la crescita dovrebbe dimezzarsi (+0,4%) e risultare, sia pur di poco, inferiore a quello del Centro-Nord (+0,5%)”.

Un nuovo sorpasso del Centro-Nord sul Mezzogiorno, comunque al ribasso in una Italia che avanza con il freno tirato. Perciò i sindacati lanciano l’allarme sulla ricaduta che la fine della stagione di aiuti avrà su famiglie e occupazione. «Svimez ci consegna una valutazione economico-sociale del Mezzogiorno che conferma le nostre convinzioni pessimistiche su investimenti, consumi, salari e potere d’acquisto », sottolinea il segretario della Cgil Nicola Ricci.

A pagare il prezzo più alto sarà chi sta peggio: «Le famiglie della Campania faticano ad arrivare alla fine del mese, non solo a causa dell’inflazione, ma anche in assenza di misure del governo centrale che giochicchia solo con le accise a tempo», dice Ricci. E comunque il Pnrr da solo non basta a migliorare le condizioni di vita dei campani. Per le stime Svimez nel 2026 gli investimenti restano “la componente più dinamica della domanda”, mentre sono “deboli i consumi e soprattutto le esportazioni”. Prosegue un recupero del reddito reale delle famiglie, dal 2022, “ma in misura modesta causa l’impennata dell’inflazione”.

Una situazione in peggioramento, il 2026 per Svimez chiude il ciclo felice. “Con il picco di investimenti Pnrr, che raggiungono i 9,3 miliardi, tre in più dell’anno precedente”, il Sud “dovrebbe confermare un tasso di crescita superiore a quello del Centro-Nord, con il più 0,8 per cento rispetto ad una media di 0,7”. Ma poi tutto cambia. Sul prossimo futuro toni preoccupati anche in casa Uil. «La Svimez consegna una spietata smentita a una narrazione trionfalistica sulla crescita del Mezzogiorno», sottolinea preoccupato Giovanni Sgambati, segretario regionale Uil.

La fine, a giugno 2026, delle risorse straordinarie del Pnnr «ci riporta alla dura realtà di un Sud che fa fatica a crescere da solo. Il divario rischia di allargarsi ulteriormente con le spinte di autonomia differenziata. E le decisioni sul trasporto pubblico locale sono solo un assaggio di quello che può accadere», argomenta Sgambati. I sindacati annunciano battaglia in difesa del Mezzogiorno e dell’occupazione. La Cisl chiede l’apertura di un confronto con la giunta Fico, «il risultato positivo della Campania per il 2026 dice che la regione è in grado di esprimere un forte potenziale di sviluppo», sostiene Mattia Pirulli, reggente della Campania. «Svimez segnala però il rischio di un rallentamento dal 2027, perciò – sostiene la Cisl – Regione e parti sociali devono definire una strategia di lungo periodo, puntando su investimenti, politiche industriali e formazione».

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