Afghanistan: elicottero Isaf si schianta, talebani rivendicano

Le autorita’ sanmarinesi hanno risposto alla rogatoria comunicando i dati richiesti, e soprattutto inviando copia delle fatture di tutti gli operatori nazionali che avevano intrattenuto rapporti economici con la societa’ estera.

Sono cosi’ state individuate oltre 300 societa’ coinvolte, sparse nelle varie Regioni italiane, che avrebbero frodato il Fisco per un volume d’affari di circa 190 milioni di euro. Proprio dal Nucleo di Polizia Tributaria di Lucca sono stati attivati decine di reparti competenti in tutta Italia, ognuno dei quali – con il raccordo del II Reparto del Comando Generale – ha sviluppato i propri controlli ed eseguito i relativi sequestri. Da San Marino emergeva un altro dato rilevante: la Repubblica del Titano aveva revocato la patente d’esercizio della societa’ sammarinese, ritenendola responsabile della turbativa e della distorsione nell’interscambio con l’Italia. Il particolare sistema di frode, noto col nome di frode carosello, diffuso soprattutto nel settore auto e dell’elettronica di consumo, produce quindi non solo un danno diretto all’Erario (milioni di euro di Iva non versata), ma anche una significativa alterazione della concorrenza, dal momento che gli operatori onesti non sono in grado di competere con prezzi sottocosto. Agli amministratori della societa’ lucchese, oltre al sequestro della somma di oltre 470.000 euro, corrispondente all’importo dell’Iva evasa, e’ stato contestato anche il reato di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

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