La maggioranza salva Delmastro: no all’uso delle chat col ristoratore. M5S occupa banchi del governo

I magistrati che lavorano al caso Delmastro non potranno usare le chat di cui avevano fatto richiesta. E i deputati del Movimento 5 Stelle occupano i banchi del governo al Senato in segno di protesta, mentre nel pomeriggio anche alla Camera le opposizioni mostrano i cartelli su cui si legge “Fuori le chat”. La Giunta per le autorizzazioni a procedere di palazzo Montecitorio ha detto no alla richiesta della Procura di Roma di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, detenuto con l`accusa di mafia.

Il centrodestra ha votato a favore della proposta del relatore del testo, l’azzurro Pietro Pittalis, negando l`autorizzazione al sequestro della corrispondenza. Il centrosinistra ha votato contro. “La relazione ha messo in luce le criticità della richiesta della procura di Roma relative alla genericità dell’oggetto, all’assenza di delimitazione temporale e alla mancata dimostrazione dell’impraticabilità di mezzi meno invasivi”, dice Pittalis. Dopo il voto della giunta la pratica passa all’Aula di Montecitorio che emetterà il verdetto definitivo.

Per le componenti del M5s nell’organismo parlamentare, Enrica Alifano, Carla Giuliano e Daniela Torto, “le giunte delle autorizzazioni di Camera e Senato sono diventate organi scudificio per i politici del centrodestra, la maggioranza respinge qualsiasi richiesta dei magistrati a prescindere da ogni valutazione di merito. Devono solo proteggere se stessi”. “Cosa temono? – ribadisce il leader 5s Giuseppe Conte – Cosa hanno da nascondere? E’ possibile che arrivino sino al punto di ostacolare le indagini della procura quando c’è di mezzo un clan mafioso? Facciano almeno una cortesia: la smettano di parlare di legalità, di trasparenza, la smettano di dire che la loro azione politica si ispira alle idee e al pensiero di Borsellino”.

Attaccano i dem. “L’esito del voto in giunta per le autorizzazioni sulle chat dell’ex sottosegretario Delmastro è l’ennesima conferma di come questa maggioranza intenda l’uso delle istituzioni: uno scudo protettivo riservato esclusivamente ai propri dirigenti di partito”, così il deputato Pd Matteo Orfini. Mentre Angelo Bonelli di Avs parla di “casta degli intoccabili meloniana” che si “salva ancora una volta da sola”.

E dalla commissione Antimafia, il capogruppo Pd Walter Verini solleva la questione morale e le contraddizioni di Fratelli d’Italia: “”Qualche tempo fa Delmastro Delle Vedove, esibendo il suo titanico impegno antimafia, sostenne che la scorta gli era stata assegnata per le minacce della criminalità organizzata. Al netto di Bisteccherie, contatti con personaggi coinvolti nella inchiesta Hydra, auspicammo che mettesse a disposizione della magistratura tutte le conversazioni e i contatti con i Caroccia, prestanome del clan Senese. Per un motivo semplice: aiutare le indagini antimafia. Non solo non lo ha fatto, ma la maggioranza ha impedito che questo materiale fosse messo a disposizione. Bell’esempio di impegno antimafia! È un fatto gravissimo. Diciamo a Meloni, Colosimo, a questa destra: tentare di riscrivere la storia italiana cancellandone parti fondamentali; celebrare negli anniversari i martiri e i simboli antimafia e nello stesso tempo indebolire presidi anticriminalità, non collaborare con le Procure che indagano e quindi anche con i magistrati minacciati davvero dalle mafie, come a Milano, può essere definito in un solo modo: ipocrisia”.

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