Non sarà un semplice maquillage. Neppure un “fuori uno, dentro un altro”. La giunta che ha in mente Franco Matacena sarà quasi rivoluzionata. Tre i nuovi innesti. Oltre a sostituire il silurato Alfonso Oliva, decisione che se fosse arrivata prima sarebbe stato sicuramente un bene per la maggioranza e per la città, il sindaco ha intenzione di inserire nella squadra di governo altre due new entry. Salvo improbabili colpi di scena tra i nuovi player troveremo Federica Turco e Raffaele De Gaetano. La capogruppo di Noi Aversa non ancora ha sciolto la riserva, ma farà di necessità virtù e alla fine probabilmente darà la disponibilità a Matacena a mettersi in gioco. Il promotore della lista Il Centro per Aversa è una scelta di default. Per i primi due anni di mandato ha svolto diligentemente il ruolo di consigliere senza mai mettere il bastone tra le ruote. L’unica defezione si è registrata nell’ultima assise. Più che comprensibile dopo diversi passi indietro e di lato. Il sindaco vuole andare sul sicuro. Quelli di Turco e De Gaetano sono due nomi che assicurano competenza e esperienza. In passato entrambi sono già stati assessori e sul piano professionale sono una garanzia.

O SI LAVORA A TESTA BASSA O SI VA A CASA
Ma la fascia tricolore vuole ricomporre gran parte del mosaico di giunta soprattutto perché sarà l’ultima volta che metterà mano all’esecutivo. Sarà un rimpasto che guarda al lungo termine. Matacena non vuole più perdere tempo a rincorrere i mal di pancia quotidiani di questo o quel consigliere. Vuole che tutti, lui per primo, siano concentrati solo e soltanto sui problemi della città. Se non riscontrerà la ferma volontà di dedicarsi esclusivamente all’attività amministrativa, cestinando continue pretese ed estenuanti richieste di posti al sole, sarà lui a fermare una volta e per tutte lo stillicidio e rassegnerà le dimissioni. Ormai Matacena non vede altre soluzioni: o si va avanti uniti affrontando e risolvendo le tante problematiche all’ordine del giorno oppure è meglio staccare la spina. Nel primo biennio il passo è stato incerto e claudicante. I quasi 3 anni che restano devono servire a recuperare il terreno perso e a spiccare il volo. Tirare a campare non è un’opzione. Se c’è una vera svolta bene. Altrimenti si torna al voto.

MATACENA E INNOCENTI: SERVE STABILITÀ
In questo solco si inserisce l’ampia ristrutturazione della giunta. Oltre a Turco e De Gaetano dovrebbe fare l’ingresso nel team di governo un terzo assessore. Le regole d’ingaggio sono chiare: testa bassa e lavorare. Poi tra 2 anni si tirano le prime somme. Sui temi della stabilità e della governabilità il sindaco è in simbiosi con Giovanni Innocenti. Il presidente del consiglio è stato il primo a cogliere l’urgenza di voltare pagina partendo da una coalizione più coesa e proiettata all’attività amministrativa. L’azione destabilizzante di Oliva aveva via via allargato il divario tra Matacena e Innocenti. Oggi, estirpato quello che Adele Ferrara ha definito il “cancro politico” della maggioranza, il sindaco e il capo dell’assise camminano all’unisono.

IL RIDICOLO SPIRITO DI VENDETTA DI OLIVA
Un primo importante tassello è stato messo con l’avvento di Nicola De Chiara. Seppur partita in ritardo per il poco tempo a disposizione, l’Estate ad Aversa sta riscuotendo uno straordinario successo di pubblico, anche per la qualità del cartellone allestito dal neo assessore. Ai tempi di Oliva gli eventi e gli spettacoli restavano sulla carta. Si rivelavano puntualmente dei clamorosi flop. La campagna social dell’ex vicesindaco non ha fatto breccia nell’opinione pubblica. Gli aversani non sono talmente ingenui da dare credito ai furibondi attacchi a Matacena e alle presunte battaglie legalitarie di Oliva. Il promotore di Aversa, Italia è ampiamente fuori tempo massimo. In due anni ha intascato 3.400 euro al mese, per un totale di 81.600 euro, senza batter ciglio. La repentina e strumentale trasformazione in picchiatore social dopo essere stato trombato indurrebbe il poeta a chiedersi “se il riso o la pietà prevale”.

PRIMA IL SILENZIO, OGGI IL PESTAGGIO SOCIAL
Un esempio plastico è rappresentato dagli strali infuocati lanciati contro De Chiara e Ferrara per l’appalto ottenuto dalla ditta della famiglia della consigliera per l’allestimento dei palchi per l’Estate ad Aversa. Quando Oliva era vicesindaco la stessa ditta è stata incaricata di montare un palco nel cimitero. In quell’occasione Oliva non disse una parola. Come mai? Nel biennio da vicesindaco in nessun frangente ha minimamente messo in discussione le decisioni di Matacena. Nemmeno una. Nulla di nulla. Tutto filava liscio. Ora che Oliva ha perso la redditizia poltrona il sindaco è d’un tratto diventato un “borghesoide attaccato all’indennità”.

NUOVO ASSETTO PER GUARDARE LONTANO
Nelle intenzioni della fascia tricolore la delega di vicesindaco dovrebbe andare a Francesco Di Palma, sia per le sue doti umane e le sue capacità, sia per dare un giusto riconoscimento politico a Immagina Aversa, guidata da Orlando De Cristofaro. Ma, come detto, la nomina del nuovo braccio destro di Matacena non rientra nella logica “fuori uno, dentro un altro”. L’indicazione del vicesindaco va inserita in una cornice più ampia. Si interseca con un significativo restyling del roster di governo con l’obiettivo di ripartire nel segno dell’unità e dell’efficacia dell’azione amministrativa. In altre parole Di Palma non prende il posto di Oliva. Di Palma diventerebbe vicesindaco nell’ambito di un riassetto politico che non ha nulla a che vedere con i personalismi.

I DELLO VICARIO ALL’ENNESIMO BIVIO
In questo scenario va sciolto anche il nodo legato ai fratelli Luigi e Gianpaolo Dello Vicario. Né Matacena né Innocenti hanno posto pregiudiziali al loro coinvolgimento. Ma in fase così delicata e di transizione non aiutano le sortite mediatiche di Dello Vicario junior contro il sindaco e la maggioranza. Se il buon Gianpaolo vuole costruire un asse alternativo con Oliva ben venga. Basta dirlo. In bocca al lupo. Se invece i due Dello Vicario vogliono contribuire al rilancio del team di governo devono dare segnali chiari. Tirare di nuovo fuori dal cassetto il gioco del “partito di lotta e di governo” non ha senso. Oggi è il tempo delle scelte, non è più consentito tenere due piedi in una staffa. Il sindaco è stufo del tiro al piccione.
Ed ecco che una giunta rifondata rappresenta il primo passo per aprire una stagione nuova. Non è detto che la strategia di Matacena e di Innocenti porterà buoni frutti sul piano amministrativo. Ma è certo che è l’unico modo per provare a governare bene e per riscattarsi da 2 anni contrassegnati da un andamento lento e da troppe beghe politiche.
Mario De Michele





