di Mario De Michele
L’equilibratore si è dovuto cimentare anche come equilibrista. E dopo una lunga ed estenuante sessione su un filo sottile e senza rete è riuscito nell’impresa ostica di portare a dama il consiglio comunale. Nell’assise del 31 agosto sono servite le doti funamboliche di Giovanni Innocenti per evitare a Franco Matacena e alla maggioranza di bissare la figuraccia della precedente seduta culminata con la cacciata dalla giunta di Alfonso Oliva. Il presidente del civico consesso ha rovistato a fondo nel suo bagaglio di esperienza per condurre in un porto sicuro il team di governo durante l’ennesima assemblea consiliare all’insegna delle turbolenze interne. Ancora una volta infatti il sindaco e la sua coalizione si sono presentati in aula con numeri risicati. Soltanto grazie agli equilibrismi regolamentari e politici di Innocenti, in taluni casi con evidenti sfumature democristiane, la maggioranza ha retto ai mal di pancia scongiurando l’inevitabile apertura ufficiale di un’altra crisi.

EVENTI E CULTURA, DE CHIARA ANNIENTA OLIVA
Uno scenario nefasto che avrebbe potuto indurre Matacena a rassegnare le dimissioni per avviare una verifica definitiva sulla compattezza e sulla tenuta del roster di governo dagli esiti tutt’altro che scontati. Anche perché mentre la maggioranza litiga in città cresce il malcontento per i tanti nodi ancora irrisolti nei primi 2 anni di gestione, in gran parte dovuti, va detto, alla presenza destabilizzante di Oliva nell’esecutivo e ai suoi pessimi risultati amministrativi. In primis nei settori cultura, eventi e spettacoli che con l’avvento dell’assessore Nicola De Chiara ha fortemente ripreso quota come dimostra lo strepitoso successo dell’altra sera della presentazione della Real Aversa in piazza Municipio, seguita dal concerto di Enzo Gragnaniello, acclamato da centinaia di persone. Se con Oliva in campo il sogno di Matacena di Aversa Capitale della Cultura si è immediatamente trasformato in un incubo, con De Chiara in prima linea l’ambizioso progetto potrebbe diventare realtà.

INNOCENTI RICORRE AD ACQUA E ZUCCHERO
Tornando ai lavori consiliari c’è da registrare che l’equilibrista Innocenti è stato costretto a ricorrere al pallottoliere per non far venire meno il numero legale. Da arte della politica e per certi versi anche un po’ da commedia dell’arte la performance del timoniere dell’assise per tenere incollati alla sedia i consiglieri riottosi. Il numero uno di Aversa Moderata ha fatto presente a tutti la gravità di sospendere la seduta su argomenti importanti. Un modo elegante per dire che in caso di forfait ci sarebbero state serie conseguenze politiche nella maggioranza. Non sappiamo come abbia fatto a non ridere quando ha proposto un bicchiere di acqua ai consiglieri in sofferenza politica più che fisica per il caldo estremo. Tra una botta al cerchio e una alla botte il presidente dell’assise ha convinto tutti a restare in aula.

TROPPI TENTENNAMENTI SULLA GIUNTA
Per scongiurare il rischio che si accendesse la miccia delle polemiche tra maggioranza e opposizione Innocenti si è spinto ai limiti del regolamento quando ha impedito a Mario De Michele de La politica che serve di aprire la discussione sul caso Oliva. “Matacena e company – ha dichiarato l’esponente della minoranza – vogliono solo alzare le mani e chiudere nel più breve tempo possibile i lavori dell’assemblea”. Impossibile non dargli un minimo di ragione. All’assenza scontata, per la quale nessuno si è strappato le vesti, di Massimo Virgilio, fido esecutore delle direttive di Oliva, si sono sommate quelle di Raffaele De Gaetano e Antonio Mottola. Defezioni politiche legate a doppio filo al mancato rimpasto in giunta. Nelle afose giornate di agosto il sindaco non ha trovato la quadra. E si è presentato in assise con un esecutivo ancora privo di un assessore e senza aver individuato il suo vice.

SERVE NUOVA LINFA PER RIPARTIRE SUBITO
Ma ora è il tempo delle scelte. Altre sedute consiliari thrilling potrebbero riservare finali catastrofici. Peraltro è necessario riportare l’esecutivo a pieno regime. Servono innesti di qualità e con una buona dose di esperienza. La delega di vicesindaco dovrebbe andare di default a Francesco Di Palma di Immagina Aversa. Per l’ingresso di De Gaetano ci sono tutti i crismi politici. È stato parcheggiato per due anni ed è l’unico promotore di una lista, Il Centro per Aversa, a non aver indossato la casacca di assessore. Servirebbe come il pane la discesa in campo di Federica Turco. Assieme a De Gaetano, la capogruppo di Noi Aversani darebbe un forte impulso all’attività amministrativa. È anche l’ora di ridefinire il ruolo e la posizione dei fratelli Dello Vicario. La palla è nelle mani di Matacena. Che a stretto giro deve imprimere una svolta. Perdere altri giorni a sperare che passi la nottata sarebbe un autogol clamoroso. La maggioranza continuerebbe a stare sulla graticola a cuocersi a fuoco lento. E la città resterebbe ancora nel guado in alcuni settori strategici. Cui prodest?





