In politica il dietro le quinte è sempre più interessante di ciò che avviene sul palcoscenico. Orta di Atella, che il 7 novembre torna al voto dopo due anni di scioglimento per camorra, non fa eccezione. In bella vista ci sono i candidati sindaco Gianfranco Arena e Vincenzo Gaudino. Sui due aspiranti alla fascia tricolore nulla da dire. Entrambi hanno la faccia pulita. Molto più intrigante, per comprendere le dinamiche politiche locali, è “scovare” chi sta dietro ai leader delle due coalizioni in campo nell’imminente tornata elettorale. Lo schieramento di Arena è composto grosso modo da volti nuovi. Discorso a parte merita quello di Gaudino, appoggiato dai soliti noti. Quelli, per capirci, che infoltiscono le fila dei finti legalitari. Personaggi che in modo diretto o indiretto provengono dal passato. Ma che da anni blaterano di rinnovamento perché sono alla ricerca spasmodica di rifarsi una verginità ampiamente persa. Il loro motto, sbandierato a mezzo stampa, è “da sempre coerenti con la nostra linea politica”. Chi sono? In questa schiera spiccano i nomi di Mario Vozza, Espedito Ziello e Gianfranco Piccirillo. Il buon Mario ha tratto beneficio sul piano familiare dalle gestioni clientelari di Angelo Brancaccio. Lo zio Carmine infatti ha sistemato la figlia, il marito della figlia e un suo nipote in posti pubblici e privati. Mario Vozza non c’entra, per carità. Ma non ha mai preso le distanze dallo zio. Dov’è la coerenza? Anche il giovane Espedito si porta dietro un cognome ingombrante. Suo padre Luigi Ziello, già sindaco di Orta di Atella, è tra i tecnici più attivi durante il boom edilizio. Addirittura il suo nome viene rimarcato nella relazione di scioglimento per essere stato definito da un pentito come “referente dei Casalesi” fino alla fine degli anni ’90. Nemmeno Ziello junior si è mai contrapposto al padre. Anzi è sempre stato sintonizzato sulla sua lunghezza d’onda politica.

Vincenzo Gaudino e Gianfranco Piccirillo

Piccirillo merita un capitolo (servirebbe un libro) a parte. Per anni è stato brancacciano di ferro. Al punto che molti lo consideravano l’erede al trono del “padrone” di Orta. Poi si è convertito sulla via di Damasco. Ma prima della conversione ne ha combinate di cotte e di crude in qualità di imprenditore. Nel 2003 l’integerrimo Piccirillo è assessore esterno della giunta Brancaccio. Nello stesso anno viene costituita la F.A.A.G. Costruzioni Srl (link in basso per la visura camerale). Ne sono soci, tra gli altri, l’ex sindaco Andrea Villano e la moglie. Nel maggio del 2003 Carmela Cinquegrana, consorte di Piccirillo, viene nominata amministratore unico della F.A.A.G. Alla signora Cinquegrana succede il marito alla guida della società. Nel marzo 2005 infatti le redini della ditta di costruzioni passano nelle mani di Piccirillo, nominato a tempo indeterminato amministratore unico. Durante l’avvicendamento tra moglie e marito ai vertici aziendali, cioè tra il 2003 e il 2005, avviene un fattaccio. Il 6 settembre del 2004 la F.A.A.G. ottiene la licenza edilizia n. 163/2004. Prima della nascita della società (2003) Piccirillo è assessore legatissimo a Brancaccio, primo artefice del sacco edilizio, in altre parole i permessi di costruire si concedevano grazie a lui. Nel 2004 la ditta amministrata prima da sua moglie e poi da Piccirillo ottiene una “bella” licenza. Grazie al permesso n. 163 in via San Nicola ad Orta di Atella spunta un palazzo di otto appartamenti. Valore di mercato: oltre un milione di euro. Un affarone. Torniamo al permesso di costruire n. 163/2004. Il Puc, poi annullato dalla triade commissariale, classificava il palazzo realizzato dalla F.A.G.G. nella zona urbanistica degli immobili non legittimi (Cc). Perché? È stato costruito in gran parte su un’area standard. Su quella zona doveva sorgere un’area verde attrezzata con un centro sociale. Non solo. L’immobile è sorto su aree diverse da quelle dichiarate nella pratica edilizia. Oltre all’abuso si prefigura anche un falso in atti. Infatti se sulla carta risulta che il fabbricato si trova in zona edificabile (C1) in realtà è stato costruito su un lotto di terreno che per una piccola porzione è edificabile e in gran parte è zona standard. Un abuso insanabile anche in caso di condono nazionale. Oggi, in campagna elettorale, Piccirillo, Mario Vozza e Espedito Ziello parlano di coerenza politica. Ma per favore. Direbbe Salvator Rosa: “O taci o di’ qualcosa meglio del silenzio”. Nel caso dei finti paladini della legalità servirebbe un silenzio tombale.

CLICCA QUI PER LA VISURA STORICA DELLA F.A.G.G. COSTRUZIONI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui