Meno vittime della strada a Napoli e Campania, ma più incidenti e feriti. La fotografia emerge dal report Aci-Istat relativo al 2025: “Un dato positivo, che però non deve indurre ad abbassare la guardia”, commenta il presidente dell’Automobile Club Napoli, Antonio Coppola, che evidenzia al tempo stesso una riduzione dei controlli con un meno 17 per cento di contravvenzioni emesse dalle polizie locali.
Resta ancora alto il numero di vittime e feriti nelle strade di Napoli e della Campania: 244 i morti e 15.839 gli infortunati nel territorio regionale con 11.392 incidenti, 27 i decessi e 3.300 i feriti nel capoluogo a fronte di 2.670 incidenti. Rispetto al dato nazionale del meno 5,3 per cento di morti della strada (2.868 nel 2025, dunque per la prima volta dal 2021 sotto i tremila), Napoli e la Campania presentano insomma un andamento migliore sotto il profilo della mortalità, rispettivamente con un meno 22,9 per cento e un meno 6,5.
Tuttavia, nel capoluogo e nel territorio regionale, gli incidenti e i feriti sono cresciuti di più rispetto al resto del paese: più 5 per cento di incidenti e più 2,1 per cento di feriti a Napoli, più 4,8 per cento e più 2,9 per cento in Campania. La media, in Italia, è stata del più 2,2 per cento e del più 1,7 per cento.
Significativo, inoltre, lo scarto tra ambito urbano ed extraurbano per Napoli. Nelle strade cittadine, gli incidenti sono aumentati infatti del 5,8 per cento, mentre la riduzione dei decessi è stata del 39,4 per cento. Analizzando la rete extraurbana del capoluogo, si registra invece una flessione dei sinistri del 3,6 per cento, a fronte di un aumento delle vittime addirittura del 250 per cento.
“La differenza tra i due ambiti – spiega Coppola – conferma quanto sia diversa la gravità delle conseguenze degli incidenti in relazione al contesto nel quale si verificano. In città, dove le velocità sono generalmente più contenute, anche per effetto del traffico intenso e della presenza dei cantieri, le collisioni possono avere conseguenze meno gravi, pur restando elevato il rischio legato a comportamenti pericolosi come la distrazione e l’uso del cellulare alla guida. Sulle strade extraurbane, invece, le velocità più elevate fanno aumentare esponenzialmente il rischio che un incidente si trasformi in una tragedia”.
Il costo sociale degli incidenti stradali supera i 22 miliardi di euro all’anno: “Sulle nostre strade resta ancora molto da fare sul fronte della prevenzione e della sicurezza – continua Coppola – A fronte di questi dati allarmanti, sorprende come il numero delle contravvenzioni elevate dalle polizie locali risulti in diminuzione del 17 per cento. I Comuni, per esigenze di bilancio, non provvedono alla sostituzione dei vigili in quiescenza, con conseguente diminuzione dei controlli e delle relative sanzioni, il cui 50 per cento degli importi deve essere destinato proprio alla prevenzione degli incidenti stradali. Il quadro appare ancora più singolare se confrontato con il rafforzamento dei presidi e dei controlli della polizia stradale e delle altre forze dell’ordine”.





