Tajani: “Useremo i fondi Safe per le armi”. La Lega si oppone: “Decide Parlamento”. Ue chiede chiarezza

L’Italia userà i fondi Safe, lo strumento dell’Ue che fornisce prestiti fino a 150 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri ad aumentare gli investimenti nel settore della difesa entro il 2030. All’Italia spetta un fondo di 14,9 miliardi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che il governo ha “prenotato 14,9 miliardi” e il governo deciderà entro la fine dell’anno cosa utilizzare, lasciando intendere, in linea con il ministro della Difesa Guido Crosetto, che non è stata presa ancora una decisione su quanto utilizzare dei fondi a disposizione. Su questo aspetto è nato un caso. Tajani è stato costretto a precisare dopo aver dichiarato in un primo momento di “aver deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi”.

Parole che poi sono state rettificate dallo stesso ministro: “Come ho sempre detto, e come hanno detto tutti i miei colleghi, Giorgetti e Crosetto, ne utilizzeremo probabilmente di meno: sei, sette, otto, nove, lo abbiamo detto anche oggi. Quindi ne abbiamo prenotati 14,9, cioè quello è il tetto massimo, ma ne utilizzeremo di meno”. I due ministri hanno partecipato all’audizione in Parlamento, davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, nel dibattito seguito all’informativa sugli esiti del vertice Nato di Ankara di inizio luglio.

Il programma Safe “per come è stato impostato è uno strumento di finanziamento della spesa militare, non aggiuntivo di quella prevista a bilancio. Per cui in Italia il Safe è un’alternativa al Bot. È una scelta totalmente tecnica che il ministro farà entro la fine dell’anno: sui 14,9 miliardi di cui parlava prima il ministro Tajani, valuteremo quanto utilizzarne in modo tecnico in alternativa ai BoT e ai CcT, dal punto di vista della convenienza finanziaria”. Così Crosetto.

Chi apprezza lo stop and go di Tajani è il leghista Claudio Borghi: “Prendo atto con piacere delle precisazioni di Tajani sui fondi Safe. Non c’è nessuna decisione sul loro utilizzo o meno”. Le parole del senatore anticipano la posizione del Carroccio, che di fatto è uno stop: “Sull’uso dei fondi Safe l’ultima parola spetta al Parlamento”.

Interviene Bruxelles che chiede a Roma di chiarirsi le idee, e di farlo in fretta. “Vogliamo sicuramente che l’Italia mantenga i 14,9 miliardi di Safe come annunciato oggi, e questo è uno sviluppo molto, molto positivo. Ora, dobbiamo procedere alla firma dell’accordo di prestito perché dobbiamo erogare i fondi per dare il via al progetto. Quindi questa è la tempistica che stiamo considerando”. Così un portavoce della Commissione europea, spiegando che “c’è bisogno di chiarezza al più presto”.

 

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