
Un sindaco “normale”, semmai anche il peggiore del mondo, si occuperebbe dei gravi e urgenti problemi della sua città, che versa da quasi 3 anni in condizioni disperate. Invece Antonio Santillo è impegnato da mesi, su impulso del sindaco ombra Angelo Brancaccio, nel tentativo di far fuori il presidente del consiglio Giuseppe Massaro. Per liberarsi del timoniere dell’assise e del gruppo RinnoviAmo Orta, il primo cittadino si è spinto addirittura a presentare una mozione di sfiducia nei confronti di Massaro. Non si à mai visto nella storia delle amministrazioni locali d’Italia, forse del pianeta, che un sindaco chieda la sfiducia del numero uno del civico consesso.
A Santillo sarà sfuggito che il presidente dell’assemblea consiliare, oltre a essere stato eletto dai consiglieri, peraltro con il voto favorevole dello stesso il sindaco, è per legge un organo autonomo rispetto al primo cittadino e alla giunta. In altre parole non può essere cacciato per motivazioni politiche, ovvero perché non segue i diktat del duo Santillo-Brancaccio, coadiuvato da Gianfranco Piccirillo, cugino della fascia tricolore e cognato dell’assessore fantasma Annalisa Cinquegrana.

Che si tratti di un’offensiva politica lo dimostrano alcune delle motivazioni alla base della mozione di sfiducia. Soltanto ora, ovviamente dopo lo strappo con Massaro, il sindaco si accorge che la commissione di Vigilanza e Garanzia è “inattiva da oltre un anno, con conseguente blocco delle funzioni di controllo previste dal regolamento”. E soltanto ora si lamenta per “la mancata nomina, nei tempi previsti dalla legge, del Collegio dei revisori dei conti, lasciando per mesi il Comune privo del principale organo di controllo contabile”. Critiche a scoppio ritardato, insomma. E questioni tralasciate per oltre un anno divenute ad un tratto così stringenti da chiedere la testa del presidente dell’assise. Anche un infante capirebbe che si tratta di un blitz politico orchestrato per colpire il “non allineato” Massaro.

Andrà in porto il colpo di mano? Lo sapremo presto. Il consiglio comunale dovrà essere convocato entro 15 giorni per discutere e votare la mozione. La sfiducia passerà se sarà votata dai due terzi dei consiglieri. Considerato che la maggioranza tira a campare da molto tempo con numeri risicati non sarà facile raggiungere i due terzi di voti favorevoli. Nel frattempo si aprirà l’ennesimo mercato delle vacche. Prassi ormai consolidata. Ancora una volta Santillo e company trascurano totalmente i problemi dei cittadini perché in altre faccende affaccendati.
A nulla è valsa la spartizione dei pani e dei pesci con l’assegnazione delle deleghe ai consiglieri di maggioranza. Nessun ortese ha notato differenze rispetto all’ormai proverbiale inerzia amministrativa. Chiedere in giro per conferma. Un sindaco “normale” uscirebbe dal letargo per dare risposte alle tante e urgenti questioni sul tappeto. Santillo è un sindaco “particolare”. Gli basta indossare la fascia tricolore. Conta poco o nulla se i veri sindaci sono altri e se la città è nel caos e affoga nei problemi.
Mario De Michele





