L’idiota a un assessore di Orta di Atella: “Non devi parlare con Italia Notizie”. L’imbecille a un altro membro della giunta: “Ma che hai fatto! Hai rilasciato un’intervista a Italia Notizie?”. Di idioti e imbecilli è pieno il mondo. Einstein amava dire: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”. Se l’idiota è un massimo rappresentante istituzionale e l’imbecille è un esponente politico di maggioranza il futuro dell’amministrazione comunale ortese, già in acqua agitate, non promette nulla di buono. Non è certo la prima volta, e non sarà nemmeno l’ultima, che idioti e imbecilli ricoprano posti importanti in coalizioni di governo. Ma se il tasso di idiozia e di imbecillità supera i limiti consentiti dalla legge della politica per Antonino Santillo c’è da preoccuparsi. Il sindaco ha ben altro di cui occuparsi. L’ostilità, idiota e imbecille, nei confronti di un organo di informazione dovrebbe essere derubricata alla voce: “Pagliacciate da cabaret di quart’ordine”. Invece di perdere tempo prezioso per criticare questo o quel giornalista il primo cittadino, l’esecutivo e il consiglio comunale dovrebbero affrontare di petto e risolvere i tanti problemi della collettività. In città cresce il malcontento. Il prossimo maggio l’amministrazione spegnerà la prima candelina. Il periodo di rodaggio è ampiamente terminato. Serve un cambio di passo. Finora Santillo e company hanno camminato col freno a mano tirato. Ora è il momento di ingranare la marcia. I ritardi sono tutti colpa del primo cittadino? Assolutamente no. Le forze politiche ci hanno messo del loro: troppo farraginoso il rapporto con i rappresentanti istituzionali. Tranciato i fili con i partiti, Santillo non ha più alibi su questo versante. Ma c’è una matassa più ingarbugliata da dipanare: nella maggioranza non c’è un clima di fiducia. I consiglieri non si fidano l’uno dell’altro. E guardano in cagnesco gli assessori. Il caso Lampano ne è la fotografia: due assessori messi all’indice. Un’anticamera del sospetto così ingombrante inevitabilmente si riflette in modo negativo sul rapporto tra amministratori e dipendenti comunali. Il ragionamento del personale, ridotto all’osso, è semplice: “Se non si fidano di loro stessi perché ci dovremmo fidare noi di loro?”. Ecco il punto. Senza la piena e condivisa collaborazione degli uffici comunali non si va da nessuna parte. Santillo deve lavorare su questo aspetto: creare un clima sinergico tra chi governa e chi fa parte della macchina amministrativa. Come? Sarebbe utile, o quanto meno un segnale chiaro, consigliare a qualche tecnico vicino alla maggioranza di non assediare quotidianamente il municipio. La sua presenza nella casa comunale è solo un elemento di disturbo, oltre a sollevare legittime domande: “Ma perché questo sta sempre qua? Che vuole?”. Un problema analogo si presentò ai tempi della gestione di Andrea Villano. Il geometra Nicola Iovinella un giorno sì e l’altro pure si piazzava nell’Utc. Non andava bene allora, non va bene oggi. Per correre più veloci è necessario uno scatto di reni del sindaco: Santillo deve avere il coraggio di governare. Il presidente della Regione De Luca ripete un concetto come un mantra: “Chi guida un’istituzione deve avere il coraggio di fare scelte”. E aggiunge: “Se si agisce nella piena legalità non bisogna temere di decidere”. Il primo cittadino farà questo salto di qualità? Vedremo. Come rilanciare un’azione amministrativa finora incagliata? Serve un cronoprogramma a 6 mesi con al massimo tre punti programmatici. Al volo: decoro urbano con strade e standard degni di questo nome, servizi sociali rivolti principalmente alle fasce più deboli, realizzazione di strutture pubbliche, sportive e socio-ricreative per i cittadini. Servirà un anno? Va bene lo stesso. Ma la programmazione va completata. Non dipenderà tutto da Santillo. Per raggiungere gli obiettivi assessori e consiglieri comunali devono rimboccarsi le maniche. E soprattutto il sindaco dovrà avere la forza di bloccare i tentativi costanti dei suddetti idioti e imbecilli di destabilizzare l’amministrazione per alzare la posta in ogni occasione. Il tempo delle vacche grasse è finito. Se ne facciano una ragione. Al limite un po’ di mangime fuoriuscirà dalla scodella. E i soliti noti potranno brucare tra le ghiande. Quello che finora è certo è il malcontento della popolazione. Santillo e il team di governo non hanno impresso alcuna svolta. Sembra che la nuova amministrazione non si sia ancora insediata.

Il tempo degli alibi è scaduto. Bisogna spingere sul pedale, altrimenti sarà la le gente a mandare a casa tutti. I prossimi mesi saranno decisivi. C’è un altro pericolo incombente: i cervi a primavera. Quelli con le corna intrecciate ed enormi. Fatte in casa. Con il fiorire degli alberi scalpitano. Il peso sulla testa si fa sentire. Non vogliono fare cornuti e mazziati. Devono rifarsi a spese degli altri. Il primo che rischia di essere incornato è Santillo. Caro sindaco, massima attenzione: sono corna affilate, pungenti e dolorose. Per conferma chieda a un imbecille matricolato. È un esperto internazionale del settore.

Mario De Michele

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