Minori imputabili dai 14 anni, la norma anti-maranza divide la politica. Meloni difende il ddl, centrosinistra all’attacco

È stata già ribattezzata norma anti-maranza. Cambiano infatti le regole: i minori tra i 14 e i 18 anni saranno sempre imputati. «Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne», scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo il via libera del Consiglio dei ministri al nuovo disegno di legge. Secondo la normativa vigente per i minori tra i 14 e i 18 anni l’imputabilità non è automatica: scatta soltanto se viene verificata la capacità di intendere e di volere. Con il nuovo disegno di legge, che modifica l’articolo 98 del Codice penale, il governo punta a far diventare automatica l’imputabilità: e l’incapacità di intendere e di volere dovrà i essere dimostrata caso per caso e l’onere della prova sarà soprattutto a carico della difesa. Si presume dunque che la capacità di intendere e di volere ci sia sempre e poi – spiega Meloni – «si potrà dimostrare il contrario davanti a un giudice, ma il punto di partenza cambia. Prima si presumeva l’incapacità, oggi si presume la responsabilità».

Esulta Matteo Salvini che rivendica la paternità della legge: «Una nuova stretta anti-maranza chiesta a gran voce dalla Lega. Chi sbaglia, paga». Su questa scia la vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Augusta Montaruli: «Dal governo Meloni un altro colpo alla criminalità». Decisamente più fredda Forza Italia. «Basta propaganda», è l’invito che arriva dalla segretaria del Pd, Elly Schlein: «Hanno fatto un Cdm senza affrontare un’altra volta il problema della benzina che è tornata a costare più di 2 euro». E Matteo Mauri, responsabile sicurezza dem, aggiunge che «ancora una volta il governo sceglie la strada della propaganda e della repressione invece di affrontare le vere cause del disagio giovanile». Ospite di In onda su La7, il leader di Italia viva, Matteo Renzi, sostiene che il governo «fa norme sulla base dei fatti di cronaca e rincorre Roberto Vannacci, che sta spostando l’asse della coalizione. Sta dividendo e Forza Italia e Lega sono terrorizzati».

I dem intervengono a gran voce, mentre M5s resta in disparte. La capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga dice che l’esecutivo è «debole con i forti e forti i deboli: lo slogan funziona benissimo per la premier Meloni. Ieri gli immigrati, oggi i minori. Non c’è mai limite alla voglia di fornire uno scalpo piuttosto che risolvere un problema».

Il Guardasigilli Carlo Nordio spiega che, con il nuovo provvedimento, «viene invertito l’onere della prova» e osserva che «il significato politico» del disegno di legge «è quello di facilitare le indagini», dopo aver posto l’accento sul fatto che «la criminalità minorile è in forte aumento sia quantitativamente che qualitativamente». Questo è «il tassello finale di tutta una serie di provvedimenti, a cominciare dal decreto Caivano, adottati in seguito all’aumento della delinquenza minorile».

Prende posizione anche Save the Children, l’associazione che ogni giorno di occupa di proteggere l’infanzia dei bambini e delle bambine più in difficoltà: «La violenza giovanile rappresenta una sfida complessa che non può essere affrontata prendendo a modello la giustizia degli adulti. Trasmettere questo messaggio è rischioso».

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