La quarta ondata di calore del 2026 sta già rimontando dall’Africa. Coincide con il periodo solitamente più torrido dell’anno (tra fine luglio e metà agosto) e porterà temperature fino a 40 gradi al centro-nord, tra Roma e la Pianura Padana. Sul resto del paese andrà meglio, ma solo di poco, con 35 gradi circa. Per oggi il ministero della Salute riporta un bollino rosso a Campobasso.
Da domani molti verdi e gialli si trasformeranno in arancioni, ma il caldo più intenso è atteso per il fine settimana e i primi giorni di agosto, secondo le previsioni del consorzio Lamma, gestito da Cnr e Regione Toscana. Anche le minime resteranno al di sopra dei 25 gradi in pianura. Per raggiungere una temperatura di zero gradi (il cosiddetto zero termico) bisognerà arrampicarsi a 4.500 metri, quasi in cima al Monte Bianco. Si tratta di mille metri in più rispetto alla media di luglio.
La fine della quarta ondata di calore (che investirà anche il nord Europa) non è in vista. Le previsioni mensili dell’Aeronautica indicano che in Italia le temperature torneranno nella media solo a settembre. Penny Endersby, direttrice del Met Office britannico, ha detto chiaramente in un’intervista al Financial Times: «Questa ci sembra un’estate anormale, ma in realtà non ci saranno più estati normali, perché il cambiamento climatico sta correndo così in fretta». Il Veneto, tramite l’Arpa, ha già registrato il primo record. La metà iniziale dell’estate (dal 1° giugno al 20 luglio) ha superato i 23 gradi di media regionale. Il primato precedente di 2003 e 2022 era 22,7 gradi.
Sul mare El Niño, la corrente calda del Pacifico, si sta imponendo con un’intensità senza precedenti: di norma è 1-2 gradi. Tra l’autunno 2026 e l’inizio del 2027 dovrebbe superare i 3 gradi. Ma la sua energia termica si aggiunge a quella del resto degli oceani, che con i loro 21 gradi di media (la norma è 20,4) non sono mai stati così caldi dal 1979, anno di inizio delle misurazioni da parte del servizio europeo Copernicus.
In Spagna e Francia ancora 300mila persone vivono nei rifugi dopo essere fuggiti dalle fiamme, che hanno distrutto 240 case, ferito 84 pompieri, ora lambiscono la città di Bordeaux e da oggi beneficeranno delle temperature in risalita. Siccità e perdita dei raccolti, secondo il ministro della transizione ecologica di Parigi Monique Barbut, sono costati in Francia 5,6 miliardi. Molti animali da allevamento sono morti nei roghi, per fame o per sete. Sono i danni collaterali di un’estate che spaventa anche perché ha il volto di un futuro normale.





