Una modifica tecnica che rischia di far perdere alla Campania fondi per il trasporto pubblico. La misura è stata inserita nel decreto sul federalismo fiscale, passato in Consiglio dei ministri. «Abbiamo dato parere non contrario, ma contrarissimo, ci sono state grandi tensioni in Conferenza delle Regioni», attacca Roberto Fico a margine del Consiglio regionale che ha approvato l’assestamento di bilancio. «Inaccettabile quello che sta accadendo. Non si può fare una norma così impattante, così velocemente. Non è il modo di procedere, né per le modalità né per il contenuto».
La Campania si è opposta alla decisione di agganciare il finanziamento dei trasporti alle tasse incassate: e non più al fondo garantito ogni anno dallo Stato e ripartito tra le Regioni. Gli effetti preoccupano Palazzo Santa Lucia: Regioni che ricavano meno dalle tasse, finirebbero per avere in futuro meno fondi. Mario Casillo, vicepresidente con delega ai Trasporti, si è battuto martedì in Conferenza delle Regioni. Chi ha minore capacità fiscale viene compensato con fondi aggiuntivi. Ma Fico non è convinto: «Basta vedere il fondo perequativo che viene messo, molto basso: quindi di fatto perderemmo soldi». Ora il decreto sarà al vaglio del parlamento per poi tornare in Consiglio dei ministri. Inizia la battaglia. A dare fuoco alle polveri in Consiglio regionale è il deluchiano Luca Cascone: «Il governo ci vuole disintegrare, l’emendamento nel decreto l’ha voluto la Lombardia. Perderemo 100 milioni su 550 dell’attuale fondo».
Via libera intanto al Centro direzionale all’assestamento di bilancio, «previsioni di cassa aggiornate nel 2026 a 52,5 miliardi», spiega il presidente della commissione Bilancio Corrado Matera. Si esulta per aver annullato il disavanzo e liberato spese investimenti.
A tenere banco nel dibattito l’aeroporto di Grazzanise. L’occasione è la tassa di imbarco dello scalo di Pontecagnano, coperta in bilancio dalla Regione con 1,6 milioni, per sgravare le compagnie aeree e far decollare lo scalo salernitano. Ma la destra insiste in aula per il nuovo aeroporto casertano. «Se il governo ci dice che veramente vuole investire su Grazzanise, perché la Regione dovrebbe dire no?», spiega Fico: «Vediamo, ma poi deciderà il governo che dovrà dire che quello scalo è strategico, ci vogliono i finanziamenti, si deve trovare il gestore. Ma noi siamo a disposizione. Su Grazzanise per ora non ho ancora avuto una telefonata dal governo». È la replica del presidente della Regione alla sequenza partita dai banchi del centrodestra. Massimo Pelliccia (Forza Italia): «Per noi Grazzanise deve partire». Gennaro Sangiuliano: «Capodichino è saturo, un nuovo aeroporto è opera di grande modernizzazione, dovrebbe appartenere a tutti. Pontecagnano invece è una fornace dove si sono bruciati soldi».
Fico illustra i dati forniti da Gesac, gestore di Capodichino e Pontecagnano: obiettivo 20 milioni di passeggeri, 17 su Napoli e 3 su Salerno; investimento di 200 milioni del gestore privato per un nuovo terminal a Napoli, con 18 milioni dalla Regione per l’area esterna a Capodichino, in particolare per il sottopasso a viale Maddalena. Fuori dall’aula Fico ribadisce un concetto: «La politica si fa sui dati: numero passeggeri, investimenti, tempi. Ancora: quando sarà pronto Grazzanise che sistema di aeroporti avremo con Capodichino e Salerno? Fermo restando che la scelta di un aeroporto è del governo, non della Regione: se conviene, si può fare. Se vediamo che dai numeri non conviene, lo vedrà anche il governo». Ma per il deputato della Lega Gianpiero Zinzi «Fico fa il gioco delle tre carte». Scaramucce in aula sulla rottamazione delle tasse regionali. Il deluchiano Gennaro Oliviero punge: «Il centrosinistra nazionale è contrario». Poi al momento del voto Oliviero si astiene, un po’ incastrato da Sangiuliano. Fico non si scompone sulla rottamazione: «Non è un condono, ci consente di recuperare soldi e liberare gli uffici da pratiche vecchie». Come di consueto nel bilancio rientrano 263 interventi proposti dai consiglieri per 4,8 milioni: sagre, fiere, strade da rifare, giostre per disabili. «Interventi di qualità», garantisce Fico. Infine l’aula dà l’ok al nuovo regolamento degli uffici che, senza maggiori costi, apre alla possibilità di assumere professionisti esterni: consulenti per la presidenza e “contratti a tempo determinato” per gli uffici delle commissioni. Il Consiglio è reduce dalle inchieste della Corte dei conti sulle indennità extra elargite in passato a dipendenti interni. «Abbiamo seguito quello che dice la Corte dei conti – sottolinea il presidente dell’aula Massimiliano Manfredi – Se abbiamo bisogno di collaboratori è per migliorare la qualità legislativa. Ci sono Regioni che sono la metà della Campania e spendono di più».





