“Mafia sinistra”, FdI accusa Schlein sul caso Castellammare: “Sapevi delle liste?”. Scotto: “No a lezioni dalla destra”

«Cara Schlein, perché non vieni in questa piazza a spiegare che gli esponenti del tuo partito sono stati eletti facendosi infiltrare dalla criminalità?». Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, sembra gridare dal municipio di Castellammare di Stabia per farsi sentire a Roma. Arrivano i big del partito di Meloni nel Comune sciolto di recente per infiltrazioni camorristiche. «Il tuo sindaco – insiste Donzelli – ha detto che sapevi tutto delle liste. O il tuo sindaco ha mentito o sei connivente. Perché hai dato l’ok alle liste?».

Ci sono sul palco i capigruppo di Camera e Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, in piazza tutto lo stato maggiore in regione. Saranno un centinaio di persone confusi tra le bandiere. La destra sfrutta l’occasione: trasformare in un caso nazionale gli scioglimenti nei Comuni di Castellammare e Torre Annunziata, più il caso Ercolano con la festa in pizzeria del segretario Pd e due consiglieri dem con un pregiudicato, tutti enti a guida Pd e 5 Stelle. “Mafia sinistra”, il titolo della manifestazione. Che parte con l’inno nazionale. «La sinistra ha rubato la bellezza di questo territorio», insiste il numero 2 di FdI: «E ha consegnato il bottino nelle mani della criminalità organizzata». Per Forza Italia ci sono il consigliere regionale Massimo Pelliccia e la deputata Annarita Patriarca.

Il bolognese Bignami non le manda a dire: «Se a Bologna abbiamo problemi seri con i comunisti, qui vi trovate sia le infiltrazioni dei comunisti che della camorra, peggio di così non poteva andare». Guai però a toccare il nervo dell’antimafia in casa Fdi. Per esempio a proposito delle chat negate alla magistratura dalla Camera tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e un prestanome del clan Senese. «Del Mastro non è indagato – si infervora Donzelli – questi sono i Comuni sciolti per mafia, non scherziamo. Non confondiamo chi la mafia l’ha combattuta, e da sottosegretario, con chi invece a quanto pare con la mafia aveva dei problemi».

Malan, capogruppo al Senato, apre con l’amarcord: «Dal Piemonte venni qui in viaggio di nozze 39 anni fa, so bene le risorse che ha questo territorio. Basta con i legami con la criminalità, ci vuole un rilancio: il governo Meloni ha fatto tantissimo anche in questa area». Gennaro Sangiuliano, capo dell’opposizione in Regione, fa da presentatore sul palco: «In questo momento qui il voto non è libero, è condizionato. Da giovane organizzavo le manifestazioni contro la camorra, ricordo quella per Silvia Ruotolo, che è parente dell’eurodeputato».

Fa riferimento a Sandro Ruotolo che si è dimesso da consigliere a Castellammare denunciando le infiltrazioni. «Sì, ma Ruotolo il posto della sinistra se lo tiene caldo sotto il sedere – arringa Donzelli – facendo giusto qualche comunicato stampa di critica». Ce n’è anche per i 5 stelle: «Sento dire da Conte – attacca Bignami – che Fdi non può vantare patenti di antimafia, ma il M5S era maggioranza, anche loro sono stati sciolti per camorra». Antonio Iannone, coordinatore regionale Fdi, se la prende con il «silenzio assordante di Schlein e del Pd che non hanno detto una parola in questi giorni». Per la deputata Marta Schifone si profila «una questione morale enorme a sinistra, devono assumersi le loro responsabilità: il centrosinistra a trazione Pd guida la Regione e il capoluogo».

Arturo Scotto, deputato Pd, è stato nominato in queste ore commissario del Pd a Castellammare: «Non accettiamo lezioni dalla destra», fa sapere Scotto: «Tanti dei protagonisti del precedente scioglimento a Castellammare del 2022 sono ancora in campo, compresi quelli della destra. Come Pd, chiediamo scusa alla città. Abbiamo bisogno ora di scelte nette. Nella relazione della commissione prefettizia due consiglieri del Pd sono, tra gli altri, tra le cause dello scioglimento e per noi non sono compatibili con il partito. Gli allarmi che erano stano lanciati andavano ascoltati prima non erano una fissazione giustizialista».

Quasi in contemporanea, come se fosse la risposta alla piazza di Castellammare, a Ercolano la sindaca Pd Antonietta Garzia presenta il suo staff anticamorra con Nino Daniele, Paolo Siani, Antonio Borrelli, Sandro Ruotolo. Una mossa per scacciare le ombre del video che ha immortalato tre dem in pizzeria con un pregiudicato.

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