La prefettura di Caserta non ne può più della melina del comune di Orta di Atella e spinge per la convocazione dell’assise sul rendiconto. Dopo due sedute andate deserte l’ufficio territoriale del governo ha notificato ai consiglieri la diffida ad approvare lo strumento contabile. Se il rendiconto non sarà approvato entro 20 giorni calerà il sipario sull’amministrazione targata Antonino Santillo. All’indomani del secondo flop consiliare l’ente locale avrebbe dovuto notificare la diffida del prefetto Lucia Volpe ai componenti del civico consesso. Ma i tempi si sono enormemente dilatati, al punto da richiedere l’intervento dell’ufficio territoriale del governo che ha fatto partire l’inesorabile conto alla rovescia. Da qui a 20 giorni il rendiconto dovrà tornare in assise. Senza il via libera tutti a casa.

POLTRONE A GO-GO E REGOLAMENTI DEI CONTI
Nel frattempo i numeri per licenziare lo strumento contabile non sono cambiati. Dopo il tradimento di Orta Prospettiva Futura, che per ben 3 anni ha dettato legge nella maggioranza, Santillo è di fatto un sindaco di minoranza. Anche lui ha pagato a caro prezzo l’accordo con il gruppo ex Coraggio. Prima della fascia tricolore sono state vittime di Nicola Russo e company ben 4 componenti della squadra di governo. La prima scossa in maggioranza si è registrata con l’addio di Fare Democratico. Per il passaggio all’opposizione del team di Nando D’Ambrosio lo stimato avvocato fu immediatamente revocato dal comitato tecnico-scientifico dell’Acquedotti. Al suo posto entrò Francesco Cirillo, padre di Anna Cirillo, consigliera di Orta Prospettiva Futura. Nello stesso periodo fu fatto fuori il gruppo Orta al Centro, prima lista alle comunali del giugno 2023. Poi è toccato a Scelta Civica. L’offensiva di ex Coraggio si è poi spostata su Giuseppe Massaro, ma la mozione di sfiducia per farlo decadere da presidente del consiglio fallì miseramente.

LO SCARICABARILE DEGLI AUTORI DEL DISASTRO
A causa delle sciagurate manovre di palazzo di Orta Prospettiva Futura, Santillo ha perso il sostegno di 8 consiglieri su 16 in appena 3 anni. Ora che anche la lista Coraggio lo ha abbandonato non ha più in numeri per andare avanti. E salvo accordi in extremis ancora una volta il comune andrà incontro allo scioglimento anticipato del civico consesso per mano dei soliti noti. Gli stessi che si ergono a salvatori della patria dopo aver contribuito in massima parte al fallimento politico-amministrativo. Suscita ilarità generale lo scaricabarile di Orta Prospettiva Futura sul sindaco e sulla giunta. Nel primo triennio di mandato la lista Coraggio ha fatto man bassa di poltrone e posti al sole. Russo & co. hanno espresso due assessori, di cui uno vicesindaco, il presidente dell’Acquedotti e un membro del comitato tecnico-scientifico della società idrica. In pratica hanno fatto asso piglia tutto di sedie. È ridicolo e offensivo per l’intelligenza dei cittadini il tentativo di Orta Prospettiva Futura di apparire estranea alla gestione amministrativa.

PELLINO CAPRO ESPIATORIO DEI LADRI DI FUTURO
In questi 3 anni tutto è ruotato attorno agli ex Coraggiosi. Che sono i principali artefici del disastro politico-gestionale. Dopo aver tradito Santillo hanno buttato a mare anche il vicesindaco Pasquale Pellino, scaricando addosso al loro uomo più fidato le colpe degli insuccessi amministrativi. Ovviamente il gioco al rimpiattino è stato subito scoperto dai cittadini, molto più intelligenti di politicanti d’accatto che vogliono imporre la loro linea con ogni mezzo, in perfetto stile anni del cemento; anni nei quali è stato rubato il futuro della popolazione, soprattutto dei giovani, con scelte devastanti per il territorio, dettate da un affarismo senza freni. Da qui al ritorno in assise del rendiconto è improbabile che Santillo possa ricomporre una parte dei cocci. Ma non è escluso che il sindaco trovi la quadra con una parte dell’opposizione. se però l’obiettivo è continuare a tirare a campare allora è meglio staccare la spina. I cittadini sono ormai stremati da una gestione totalmente non all’altezza.

D’AMBROSIO: “ORTA DI ATELLA MERITA DI PIÙ”
Intanto il consigliere Rocco Russo ha mollato anche A Testa Alta. Ma non fa notizia. Non è la prima volta che cambia casacca e non sarà nemmeno l’ultima. Mentre l’avvocato D’Ambrosio è già proiettato verso il futuro. “Diciamolo con chiarezza: Orta di Atella merita di più”, ha scritto in post Fb. E ha aggiunto: “La nostra città deve recuperare la dignità, l’orgoglio e la centralità che l’hanno sempre contraddistinta. Per farlo, però, le promesse non bastano più. Servono tre cose precise: un progetto serio e realizzabile, una squadra competente, una guida coraggiosa, capace di decidere e di assumersi la responsabilità delle scelte. Questa è l’unica strada. Io – ha concluso D’Ambrosio – intendo percorrerla, e vorrei percorrerla insieme a chiunque rifiuti la rassegnazione e voglia finalmente costruire un futuro diverso per la nostra comunità. Il futuro di Orta di Atella si costruisce da oggi, insieme”.
LE ALLENZE NODO CRUCIALE DA SCIOGLIERE
Insomma il leader di Fare Democratico guarda già al domani. E lancia una sorta di manifesto programmatico. Ma resta un punto cruciale da chiarire: D’Ambrosio con chi è disposto ad allearsi? Pur di vincere vanno bene anche coloro che hanno distrutto la città oppure vuole davvero “costruire futuro diverso” puntando su volti nuovi e spezzando le logiche perverse del passato? Vedremo.
Mario De Michele





