Caso Delmastro, la Camera nega l’uso delle chat. Schlein: “Non nominate più Borsellino”. In rivolta il M5S

Seduta dell’Aula della Camera sul caso Delmastro, che a voto segreto, ha approvato con 206 sì e 133 no la proposta del relatore di maggioranza nella giunta per le autorizzazioni di negare l’acquisizione delle chat del deputato ed ex sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro, da parte della Procura. Protestano le opposizioni: deputati di Avs si bendano, il Movimento 5 Stelle urla “Fuori le chat”. Elly Schlein: “Questo è un voto su come si intendono le prerogative dei parlamentari e più profondamente sull’idea che della legalità ha la maggioranza che in questo momento governa il Paese. Due pesi e due misure: giustizialisti con gli avversari e ipergarantisti sempre con i propri colleghi di partito”. Giuseppe Conte: “Se Meloni fosse stata qui che cosa avrebbe detto oggi ai cittadini: cari cittadini qui oggi parliamo di uno scudo. Lo scudo contro il carovita? Contro il boom delle ore di cassa integrazione? Contro il caro carburante? No, parliamo di uno scudo degli amici di partito. Prima è stata scudata la Santanchè, oggi Delmastro. Queste sono le priorità rispetto ai bisogni dei cittadini”.

Un “no comment” arriva dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi dopo che questo pomeriggio la Camera con 206 voti a favore e 133 contrari ha approvato la relazione della Giunta per le Autorizzazioni che ha respinto la richiesta di autorizzazione all’accesso alle chat che chiamano in causa l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Nei giorni scorsi Lo Voi aveva inviato una lettera al presidente della Camera Lorenzo Fontana, dopo che il difensore di Mauro Caroccia aveva depositato in procura una memoria con le chat tra l’ex sottosegretario e il suo assistito, indagato per il caso della Bisteccheria d’Italia che sta già scontando una condanna definitiva per intestazione fittizia dei beni, chiedendone l’acquisizione.

Bignami: “Msi sconfitto su Borsellino, la sinistra votò Scalfaro che liberò 300 mafiosi”

Nel corso delle dichiarazioni di voto sul caso Delmastro gli animi si sono surriscaldati in particolare durante l’intervento di Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera. Un passaggio ha scatenato le polemiche dell’opposizione, con diversi interventi da parte della presidente di turno, Anna Ascani, per riportare l’aula all’ordine: “Il movimento sociale italiano nel maggio del 1992 non riuscì a fare eleggere Paolo Borsellino presidente della Repubblica. Lo votò e non venne eletto, e per noi quella è una sconfitta perché se fosse diventato presidente della Repubblica Borsellino sarebbe qui con noi a combattere le battaglie buone, giuste, a combattere le battaglie per l’Italia. La sinistra fece eleggere Oscar Luigi Scalfaro, che un anno dopo liberò 300 mafiosi al 41 bis”, tuona Bignami, provocando urla di disapprovazione da parte dei banchi dell’opposizione. “Mi permetto di ricordare che Scalfaro, forse ricordo male, fu eletto proprio a seguito delle dimissioni di Cossiga da presidente della Repubblica, per il quale la sinistra chiese l’impeachment: non capisco perché se il presidente della Repubblica piace a voi allora va bene, se invece non piace a voi si può anche chiedere l’impeachment… Però voglio anche ricordare che quei 300 mafiosi liberati da Scalfaro, per la battaglia vinta dalla destra italiana furono riportati in galera dall’allora ministro Costa”, aggiunge Bignami.

Schlein: “Se negate uso delle chat non nominate mai più Borsellino”

“Vi chiediamo di non impedire la ricerca della verità su un processo connesso alle mafie, altrimenti non vogliamo mai più sentirvi nominare Paolo Borsellino dicendo che sarebbe un ministro di questo governo”. Lo dice la segretaria dem, Elly Schlein, in aula alla Camera in dichiarazione di voto sul caso Delmastro.

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