Rubata ampolla di sangue di papa Wojtyla a l’Aquila

Oltre cinquanta carabinieri stanno setacciando passo passo la zona intorno alla piccola chiesa di San Pietro della Ienca (L’Aquila), sotto il Gran Sasso, alla ricerca della reliquia con il sangue di Giovanni Paolo II, rubata due notti fa insieme ad una croce.

La battuta si avvale di cani cerca persone. Le indagini dei militari guidati dal comandante provinciale, Savino Guarino, avrebbero evidenziato la possibilità che i ladri si siano disfatti dell’oggetto sacro. La zona montana dove si trova il piccolo santuario era molto cara al papa polacco che era solito raggiungere spesso il Gran Sasso per passeggiare, stare in meditazione e anche sciare. Sul furto arriva la condanna del presidente dell’Associazione culturale ‘San Pietro della Ienca’, Pasquale Corriere, promotore delle iniziative di rilancio turistico del Gran Sasso incentrato sulla figura di Wojtyla. Corriere ha ribadito che sono “tre sole al mondo le reliquie con il sangue di Wojtyla”. Sull’episodio è stata aperta un’inchiesta dalla Procura dell’Aquila.

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