
di Mario De Michele
In politica, come nella vita, bisogna saper perdere. Non è soltanto una questione di forma e di stile ma di sostanza. Ancora una volta – in verità non è una notizia – Alfonso Oliva dimostra plasticamente di essere del tutto carente sia da punto di vista formale che sostanziale. Come uno scolaretto bizzoso delle elementari ha tentato in modo goffo e grottesco di camuffare il suo siluramento dalla giunta, disposto da Franco Matacena, in tragicomiche dimissioni. Verrebbe da ridere a crepapelle se non si trattasse di un signore che fino a ieri ha ricoperto la carica di vicesindaco di Aversa, seconda città del Casertano e tra le più importanti per storia e cultura della Campania e dell’Italia. L’ex numero 2 del team di governo è stato cacciato dalla fascia tricolore perché ha boicottato i lavori dell’ultima assise. Una manovra di Palazzo che ha fatto venire meno il numero legale provocando il rinvio dell’approvazione di importanti punti all’ordine del giorno. Se in passato Oliva ha giocato sporco sottobanco, stavolta ha dichiarato apertamente guerra al sindaco e a una fetta della maggioranza. Una delle teste di ponte del blitz è stato il fido Massimo Virgilio, come sempre ligio al dovere e notoriamente interessato alla realizzazione di 4 campi da padel a ridosso del cimitero, redditizia opera sportivo-affaristica che sta a cuore alla famiglia Tulipano, alias ai parenti.

SCONTRO SUL NUCLEO DI VALUTAZIONE
Come mai Oliva è uscito allo scoperto? Secondo autorevoli voci di corridoio avrebbe voluto piazzare uno dei tre componenti del nucleo di valutazione, nominato pochi giorni fa da Matacena. Il sindaco non avrebbe, giustamente, accolto le richieste dell’allora suo vice. Apriti cielo. Immediata la reazione del promotore di Aversa, Italia. Ed ecco lo spettacolo indegno andato in scena durante l’ultimo civico consesso con la coalizione civica andata sotto su alcuni emendamenti della maggioranza e il finale anticipato per nulla edificante. Azione, reazione. Senza alcuna esitazione Matacena ha preso in tempo reale l’unica decisione da prendere. Ieri sera ha firmato il decreto di revoca di tutte le deleghe affidate ad Oliva e lo ha cacciato dall’esecutivo. Al netto della cronaca di un’assemblea consiliare da film dell’orrore culminata con il siluramento della seconda carica politica del roster governativo, la pagina più brutta del copione l’ha scritta, tanto per non cambiare, il buon Oliva.

LA STORIELLA DELLE FINTE DIMISSIONI
Apparire agli occhi della collettività come il trombato della situazione sarebbe stato un colpo letale alla sua immagine di duro. Che fare? Mentire spudoratamente ai cittadini e all’universo mondo. Pochi minuti dopo il provvedimento di revoca di Matacena il vicesindaco, già non più tale, ha pubblicato un lungo post sul suo profilo Fb per annunciare le sue dimissioni dalla giunta. Anche qui, se non si trattasse di cose serie come il futuro di Aversa, ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate, per dirla con Totò. Oliva è l’unico assessore del pianeta che si è dimesso da una carica inesistente, ovvero che gli era già stata tolta dal sindaco. Ha sbandierato a tutti di aver mollato una poltrona non più sua. In pratica si è dimesso dal nulla. Un unicum nella scena politica internazionale.

I FEROCI ATTACCHI A MATACENA E TURCO
Anche in questo caso Oliva ha fatto le cose a modo suo. E il passo dalla grande bugia delle dimissioni alle accuse feroci a Matacena è stato brevissimo. Per lui naturale. “Ho provato – ha scritto nel post – con la mia esperienza politica a generare bene comune, a far comprendere al sindaco quali errori ed orrori politici ed amministrativi stesse commettendo e perpetuando, l’ho fatto per 24 mesi ma ora basta”. E ha aggiunto: Matacena è l’icona della ipocrisia, machiavellicamente, ha sistematicamente pensato a metterci, sin dopo pochi giorni, gli uni contro gli altri: per lui viene prima la poltrona e l’indennità”. Poi un lungo rosario di insuccessi amministrativi e una critica spietata al “suo” sindaco, con un velato, neppure tanto, riferimento a Federica Turco, capogruppo di Noi Aversani: “Matacena è incollato alla poltrona ed all’indennità. È eterodiretto da qualche consigliera che gli gestisce i social e addirittura WhatsApp: finanche la chiusura delle scuole, per l’allerta meteo, deve avere il preventivo placet!”.

QUANDO GOLIA ERA DILETTANTE ALLO SBARAGLIO
Come un bambino viziato Oliva vorrebbe portarsi via il pallone dopo aver perso la partita. E, come detto, non è soltanto una questione di stile, quello dell’ex esponente di Fratelli d’Italia è un po’ da bulletto, ma è anche e soprattutto una questione di sostanza. Le accuse di inefficienza e di incapacità rivolte a Matacena e a una fetta della maggioranza sono tragicomiche. Nei primi due anni di gestione il peggiore in assoluto di un esecutivo claudicante è stato proprio Oliva. Un “merito” che gli è riconosciuto “urbi et orbi”. In 24 mesi l’ex vicesindaco ha inanellato una serie di errori da “dilettante allo sbaraglio”, per usare un’espressione a lui cara ai tempi della giunta Golia. Ingerenze, peraltro messe nero su bianco, nell’ambito gestionale con pressioni ai dirigenti in violazione della separazione tra l’attività degli uffici e l’indirizzo politico. Strafalcioni amministrativi. Assenza totale di una visione complessiva dei problemi.

BALLE SPAZIALI E MANCANZA DI STOFFA
Se nei primi 2 anni di mandato l’esecutivo ha fallito, carte e decisioni alla mano, l’emblema del fallimento è proprio Oliva. Riciclarsi in salvatore della patria dopo che Matacena gli ha sbattuto la porta in faccia è grottesco e risibile. Pensare di prendere per i fondelli i cittadini con dimissioni-farsa è irrispettoso e goffo. Sperare di ribaltare la realtà con post fuori dal mondo è la cifra distintiva di un politico incapace di fare squadra e non all’altezza del compito. C’è poco da fare: per cucire un abito sartoriale c’è bisogno di stoffa di qualità. Hai voglia di diffondere panzane social. Hai voglia di gettare la croce soltanto sul sindaco. Hai voglia di raccontare balle spaziali. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Da una vicenda da comiche finali è venuta a galla la vera “natura” di Oliva, quella dello scorpione che mangia la rana dopo che lo ha accompagnato dall’altra parte della riva, quella che hanno già sperimentato sulla loro pelle i meloniani aversani. Ieri Matacena è stato dipinto come “incollato alla poltrona”. Nei 2 anni precedenti il sindaco è stato incollato alla poltrona dell’auto di Oliva che quasi ogni santo giorno lo scarrozzava in giro per la città.





